Raffaella Moretti

traduttrice EN>IT, ES>IT

Da Moodle a Sloodle: le potenzialità (e assurdità) dell’e-learning

Apprendimento a distanzaSin dalla sua nascita, nel tardo Ottocento, l’apprendimento a distanza aveva come scopo la diffusione del sapere in modalità differenti da quelle classiche. L’evoluzione tecnologica ha poi favorito la nascita di nuovi strumenti che, sfruttando il computer e il Web, hanno iniziato a formare il social learning, sulla base delle teorie di costruttivismo sociale. Moodle (il software di e-learning open source più diffuso attualmente) subisce continue evoluzioni nella forma e nei contenuti. L’ultima trovata è il progetto open source Sloodle, che nasce dall’unione dell’ambiente virtuale di Second Life con la piattaforma Moodle.

1.Il mondo dell’e-learning prima di Internet
2.Il computer e il Learning Management System
3.Moodle e la filosofia del costruttivismo sociale
4.Sloodle, l’apprendimento in Second Life

Il mondo dell’e-learning prima di Internet

Formazione a distanza (FAD): così si chiamava quando nacque, nell’Inghilterra di fine Ottocento. Ai tempi si trattava semplicemente di materiale didattico di vario genere che viaggiava servendosi dei mezzi postali dell’epoca, materiale destinato a studenti che incontravano difficoltà nel raggiungimento delle scuole o delle università, giovani facoltosi che si risparmiavano lunghi viaggi e studiavano nelle proprie case.
Con l’avvento della radio, del telefono e della televisione, le metodologie di corrispondenza si sono evolute e l’apprendimento a distanza si è specializzato. I materiali che inizialmente erano cartacei si trasformarono in audiovisivi.

Negli anni ’60 in Italia spopolava il programma di alfabetizzazione televisiva “Non è mai troppo tardi”, una trasmissione in cui il presentatore, il maestro Alberto Manzi, impartiva lezioni di scrittura e lettura a una classe di adulti analfabeti. Grazie a queste lezioni televisive, circa un milione e quattrocentomila italiani riuscirono a ottenere la licenza elementare.

Il computer e il Learning Management System

Insegnante virtualeÈ stato l’avvento del computer e soprattutto di Internet a rivoluzionare il campo dell’apprendimento a distanza, con la nascita di software di Computer Based Training, di audiolibri, videolibri, tutorial.

Oggi l’e-learning si basa sulla tecnologia dei Learning Management System, piattaforme che consentono la gestione di corsi didattici online favorendo l’integrazione di studenti e tutor. Le più diffuse sono open source (ad es. Freelearn, Moodle, Docebo ecc.), ma ne esistono anche di commerciali (Blackboard, IWT – Intelligent Web Teacher, Plateau, per citarne alcuni).

Moodle e la filosofia del costruttivismo sociale

Attualmente il software open source più diffuso è Moodle (Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment) che, utilizzato in tutto il mondo, riunisce comunità scolastiche e universitarie reali e virtuali.

Il progetto Moodle è in continua evoluzione e si basa sulla teoria del costruttivismo sociale, secondo la quale un individuo costruisce la propria formazione attraverso l’interazione con l’ambiente circostante, in particolare con le altre persone. L’apprendimento quindi avviene attraverso il confronto con gli altri, scambiandosi informazioni, opinioni, materiali multimediali attraverso l’uso di forum, chat e link inseriti direttamente sulla piattaforma. Non ci sono insegnanti in Moodle, ma soltanto tutor, che guidano gli studenti nell’apprendimento reciproco delle nozioni.

Sloodle, l’apprendimento in Second Life

Una classe virtuale di SloodleL’evoluzione di Moodle è continua e inarrestabile, fino a raggiungere l’assurdità: Sloodle, nato dall’unione di Moodle e Second Life.

Si creano classi virtuali nell’ambiente virtuale di Second Life in cui gli insegnanti tengono le proprie lezioni; bambini entusiasti creano il proprio alter ego sulla rete sotto suggerimento dell’insegnante della scuola media e vanno a visitare virtualmente il museo di Leonardo Da Vinci.

Si è molto discusso sul valore etico di un “mondo virtuale”come Second Life, in cui si investe denaro reale ed è possibile compiere reati penalmente rilevanti, ma soprattutto si instaurano rapporti interpersonali virtuali che rischiano di andare a sostituire quelli reali. Circolano spesso notizie di casi di stupri virtuali e scambi di materiale pedo-pornografico. La cantante Irene Grandi ha girato un intero video musicale all’interno di Second Life, e ha addirittura organizzato “incontri” virtuali con i fan.

È quindi lecito chiedersi fino a che punto, nell’era dell’informatizzazione di ogni aspetto della vita, la rapidità di apprendimento e la multimedialità vadano a scapito della socialità e dell’educazione allo stare insieme agli altri, fin dalla tenera età. Abbandoneremo la vita reale e diventeremo “amici per la skin”?

20 Gennaio 2008 - Pubblicato da raffaellamoretti | web | , , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. Commento le parti riportate sotto:

    1) L’evoluzione di Moodle è continua e inarrestabile, fino a raggiungere l’assurdità: Sloodle, nato dall’unione di Moodle e Second Life.

    Cosa c’è di tanto assurdo?

    2) Si è molto discusso sul valore etico di un “mondo virtuale” come Second Life, in cui si investe denaro reale ed è possibile compiere reati penalmente rilevanti, ma soprattutto si instaurano rapporti interpersonali virtuali che rischiano di andare a sostituire quelli reali. Circolano spesso notizie di casi di stupri virtuali e scambi di materiale pedo-pornografico. La cantante Irene Grandi ha girato un intero video musicale all’interno di Second Life, e ha addirittura organizzato “incontri” virtuali con i fan.

    E’ un male investire denaro reale in un mondo virtuale?
    Se tu potessi con attività lecite ed interessanti ricavarne qualcosa, continueresti a pensare la stessa cosa?
    Gli scambi di materiale pedo-pornografico, avvengo anche al di fuori di SL. Chiudiamo internet?
    Non citi nemmeno minimamente le attività di formazione gratuite che vengono svolte su SL, le cose culturali… ma ci sei mai stata su SL almeno una volta?
    E i rapporti instaurati tra avatars, non sostituiscono quelli della vita reale, ma li integrano.

    3) Abbandoneremo la vita reale e diventeremo “amici per la skin”?

    L’unica cosa da abbandonare è il paraocchi. Smettere di seguire quello che ci viene inculcato dai media. Quelli si che sono pericolosi…

    Vieni a trovarmi su SL se ti va di fare due chiacchiere da amici virtuali. Il mio nome “virtuale” è già scritto sopra.

    Commento di Junta Kohime | 20 Ottobre 2008 | Replica

  2. @Junta Kohime:
    Forse il mio articolo può sembrare che giudichi negativamente il fenomeno, ma io mi guardo bene dall’esprimere giudizi sull’uso sociale di Second Life: i gusti sono gusti, le scelte sono scelte. Il mio era solo un modo di analizzare uno dei tanti fenomeni del web 2.0

    Commento di raffaellamoretti | 20 Ottobre 2008 | Replica


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