La lunga e faticosa ripresa
La mia vita, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, è cambiata. Nulla potrà mai essere come prima. Sotto quelle macerie è rimasta una parte del mio cuore e della mia anima, e sarà molto difficile scavare per ritrovarli. Inutile raccontare i dettagli, tutti abbiamo perso tutto, tutti abbiamo il cervello in tilt, non riusciamo a entrare in qualsiasi struttura di cemento, a salire le scale, a ripensare a quei 30 secondi.
Ti addormenti, sogni casa tua, la tua doccia, i tuoi gatti che ti fanno le fusa, la lavastoviglie appena comprata che lavava cosi bene i piatti, la tua collezione di libri di stephen king… poi ti svegli, e realizzi che niente di tutto questo c’è più.
Vivere in una tenda non è un problema, ho fatto vita di campeggio per 19 anni; non è poi così drammatico dover fare la fila per il pranzo, camminare mezzo chilometro per raggiungere un lavandino o avere una scatola sotto il letto che funge da armadio: la cosa più difficile è riuscire a dimenticare la perfezione che si aveva prima e che con fatica si riacquisterà,mai nello stesso modo.
Fortunatamente la materia prima del mio lavoro è la mia mente, lavorandoci su potrò recuperarla del tutto. I miei studi, la mia esperienza e i miei amici non me li toglierà nessuna catastrofe.
Un grazie di cuore a tutti gli amici e i colleghi che in questi giorni mi hanno sostenuto e risollevato.
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