Raffaella Moretti

traduttrice EN>IT, ES>IT

Non siamo così soli

Sono passati quasi quattro mesi da quella notte e si sono spese tante parole sull’argomento. Il trauma vissuto e non ancora del tutto superato, nonché la vita difficoltosa e piena di ansie mi ha portato a evitare di raccontare la mia esperienza di blogger terremotata come staranno facendo centinaia di persone (aquilane e non). Come sempre preferisco non scrivere piuttosto che rischiare di cadere nell’ovvietà del racconto. Voglio però esprimere qualche riflessione… si tratta di quei penseri che ti vengono mentre cammini per strada e che decidi di fissare perché sai che passeranno. Un po’ come una melodia nella mente di un compositore.

Dopo quasi quattro mesi di vita stravolta e zoppicante, costellata da momenti di euforia seguiti da momenti di disperazione totale, arriva il momento in cui si inizia a razionalizzare la situazione. Ti ritrovi quindi a sentire delle semplici parole di una canzone che recitano “non siamo così soli”, una banalità così azzeccata che le lacrime involontariamente iniziano a uscire, lentamente… quelle lacrime che sono rimaste dentro, incapaci di venire allo scoperto, che bruciavano troppo per poter essere piante. Fino a qualche tempo fa il dolore era così forte che la mente cercava di negarlo, di confinarlo all’esperienza di un sogno mal vissuto. Un dolore sordo, mai immaginato, mascherato dal sollievo per ciò che il mostro ci ha voluto risparmiare, per ciò che ha avuto la decenza di lasciarci.

Il lutto è un’esperienza comune a tutti, ma una perdita così grande e ingiusta è per fortuna bagaglio di pochi. Anche in questo caso, la negazione inconsapevole dell’orrore accaduto mi ha portato a non riuscire a versare nemmeno una lacrima mentre tutti intorno a me non potevano farne a meno.

Inutile illudersi del fatidico “ritorno alla normalità”. Perdere tutto come è successo a noi ti porta ad aggrapparti alla straordinarietà delle piccole gioie quotidiane, quelle date da un sorriso che ti viene regalato da un volontario o da un bel piatto di parmigiana preparato dai fantastici ragazzi della Marina.

L’istinto di sopravvivenza è forte, e ci porta a vivere la situazione con dignità e speranza, con quel pizzico di ottimismo che ogni tanto vacilla, ma che mai scompare.

29 Luglio 2009 - Pubblicato da Raffaella Moretti | altro | , | Ancora nessun commento.

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