Firefox 3, battiamo i record!
Quest’anno Mozilla ha deciso di lanciare una sfida: in occasione dell’uscita della versione 3 del browser Firefox, a mio avviso il più funzionale, vuole entrare nel Guinness dei primati per il maggior numero di download di un programma effettuato in 24 ore.
Scaricatelo entro le 19:00 di questa sera! E, se non avete fatto in tempo, vi consiglio di provarlo comunque, in alternativa al noioso Internet Explorer..

Quando l’Italia scoprì che esisteva il neofascismo
Nelle ultime settimane, precisamente a partire dal pestaggio a morte di Nicola Tommasoli a Verona da parte di cinque neonazisti, neofascisti, balordi o che dir si voglia, la stampa ha iniziato a parlare del fenomeno del “branco”. Programmi televisivi di approfondimento indagano sulla realtà politica giovanile, nei salotti televisivi si discute sulle motivazioni di tali atteggiamenti, sui giornali interi editoriali sono dedicati all’indignazione e alla voglia di “tolleranza zero”.
È di stamattina la notizia del ritrovamento nel computer di un quattordicenne di Viterbo arrestato per bullismo di materiale neonazista: svastiche, celtiche, filmati di risse allo stadio.
Il sindaco di Verona Tosi (leghista) tenta invano, di fare distinguo, di condannare l’episodio che riguarda la sua città. Intanto dimentica di essere rappresentante proprio di quella politica che ripudia il diverso, che sfotte l’omosessuale, che offende lo straniero. Tutta la destra cosiddetta “istituzionale” si impegna a fare di tutto per dissociarsi da movimenti definiti “certe frange di estremisti”, che in realtà non sono poi così pochi, come vogliono farci credere. Cosa distingue gli uni dagli altri? Quanto c’è di diverso? Semplicemente che gli uni parlano, gli altri agiscono.
Non possiamo stupirci, né indignarci. L’Italia intera ha il dovere di riflettere sui passi che ha compiuto in cabina elettorale, quando a Roma metteva una X sul nome di un “ex combattente neofascista, che ancora indossa la croce celtica appartenente all’amico di destra morto durante un combattimento” (The Independent, 29 aprile 2008), che in Piazza del Campidoglio veniva salutato così:

A nessuno può dare la colpa l’Italia, se non a se stessa.
Berlusconiani in incognito
Ebbene sì, sembra ancora strano dirlo, ancor più pensarlo, ma pare che il tour de force della 2 giorni elettorale sia finito. La par condicio è finita, oramai ognuno può dire ciò che vuole. Io, purtroppo per me, faccio parte di quella schiera di elettori che non saranno rappresentati al governo, e non posso che arrendermi dinanzi alle leggi della democrazia, che premia chi raggiunge il maggior numero di consensi elettorali.
Una cosa però non me le riesco a spiegare: dove sono tutti quelli che hanno votato Berlusconi? Sono il 47% della popolazione italiana, possibile che negli ultimi mesi io ne abbia incontrati 2, massimo 3? Io una mia idea me la sono fatta: molti di quelli che lo votano si vergognano di dirlo.
A differenza di quello che vogliono farci credere dalla TV, tra i giovani si parla di politica, si discute, ci si confronta. Nei due mesi che hanno preceduto le elezioni ho parlato con tante persone di quello che si aspettavano da questo evento, di cosa pensavano fosse meglio fare, di come pensarla, ecc. Bene, tutti paventavano l’imminente ritorno del silvio nazionale, tutti avrebbero votato per far sì che non accadesse.
O i comunisti li conosco tutti io, oppure qualcuno, preso dalla corrente antiberlusconiana dei discorsi, si è sentito imbarazzato a dire apertamente che invece lo avrebbe votato.
Signori, che dire? a ognuno la sua azzurra libertà di parlare e ragionare di politica.
Bejing 2008

Immagine diffusa da Reporter senza frontiere
Scambiatevi un segno di buzz
Il buzz marketing: la nuova sfida
Addio vecchie pubblicità, pretenziosi spot di pochi secondi, corse alla battuta e al jingle più accattivanti: la nuova frontiera del marketing è il passaparola.
Il buzz marketing (o viral marketing) sembra essere la nuova frontiera della promozione pubblicitaria. Il sistema è apparentemente molto semplice: si individuano alcuni consumatori particolarmente soddisfatti del marchio e si affida loro il ruolo di “promotori” del marchio stesso. Come? Stimolando discussioni, curiosità, incitando a parlarne in giro con gli amici e i parenti, che saranno incuriositi dal prodotto e lo acquistaranno, diventandone magari promotori inconsapevoli a loro volta.
Il marketing attuale scavalca i classici mezzi di comunicazione; tende a sfruttare soprattutto i cosiddetti social media, ossia tutti quei luoghi di comunicazione e condivisione presenti sulla rete Internet: blog, video blog, siti di social networking. Un sapiente uso della rete che può portare grandi vantaggi alla propria attività.
Il passaparola nel mondo della traduzione
Il mondo della traduzione è sempre stato strettamente connesso al passaparola. Ogni traduttore professionista ha visto crescere man mano la propria carriera grazie soprattutto all’espandersi della sua reputazione, lavorando sulla serietà, la professionalità e la qualità. Internet ha portato una grande innovazione, moltiplicando le possibilità di proporsi e pubblicizzarsi. Sapersi presentare e puntare alla qualità del proprio lavoro era e resta la tecnica pubblicitaria migliore per un giovane traduttore.
Una grande risorsa presente sulla rete è rappresentata dalle numerose community di traduttori (Proz, Biblit). In questi spazi è possibile scambiare e condividere opinioni, proposte di traduzione e lavori. Il forum di Proz, ad esempio, viene sfruttato per esprimere idee riguardo il mestiere del traduttore, il suo stile di vita, le tariffe applicate, la professionalità, i problemi fiscali ecc. È possibile porre domande su dubbi terminologici e ottenere soluzioni da altri professionisti, oppure chiedere consigli utili per quanto riguarda l’ingresso nel mondo del lavoro.
Ci sono poi le mailing list (come ad esempio Langit), liste di discussione su problemi terminologici, etici e professionali.
Semplificare la comunicazione rappresenta la priorità assoluta. Il passaparola favorisce la diffusione di un rapporto di fiducia tra il traduttore e il committente, che è sicuro di avere a che fare con un professionista serio di cui altre persone si sono ritenute soddisfatte.
Piccole saggezze popolari…
Caro fratello bianco,
quando sono nato, ero nero,
quando sono cresciuto, ero nero,
quando sono al sole, sono nero,
quando sono malato, sono nero,
quando morirò, sarò nero.
Mentre tu, uomo bianco,
quando sei nato, eri rosa,
quando sei cresciuto, eri bianco,
quando hai freddo, sei blu,
quando hai paura, sei verde,
quando sei malato, sei giallo,
quando morirai, sarai grigio.
Allora, di noi due,
chi è l’uomo di colore?
Tradizione orale africana
Prima l’uovo, poi la gallina… libera
L’iniziativa di quest’anno della LAV (Lega Anti Vivisezione) riguarda la battaglia contro l’allevamento a batteria delle galline ovaiole, spesso costrette a vivere in spazi più piccoli di un foglio A4, senza mai avere la possibilità di aprire le ali o camminare. È importante combattere questa tecnica di allevamento intensivo evitando di comprare uova che provengano da allevamento in gabbia. Si possono riconoscere dal codice “3″ riportato direttamente sul guscio.
Per sensibilizzare la gente, in occasione della Pasqua, sabato 8 e domenica 8 marzo i volontari della LAV saranno nelle piazze d’Italia per la vendita dell’uovo equo e solidale LAV e fornire tutte le informazioni sulle campagne in corso.
Giornata della memoria dell’olocausto
“Giornata della memoria”, “per non dimenticare”, “per non ripetere gli errori del passato” dicono… è facile dimenticare, è forse la via più semplice per continuare a vivere decentemente, perché certi orrori non riescono a stare nella mente umana, perché non pensarci ci aiuta a sperare che non sia possibile che accadano cose così atroci. Purtroppo, e per fortuna, ogni anno siamo costretti a ricordarle, con il cuore che non ce la fa, ma che deve farcela. Deve farcela per il bene del nostro essere uomini e donne civili, esseri ragionanti.
“Ogni straniero è nemico. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager”.
Primo Levi, Se questo è un uomo
Da Moodle a Sloodle: le potenzialità (e assurdità) dell’e-learning
Sin dalla sua nascita, nel tardo Ottocento, l’apprendimento a distanza aveva come scopo la diffusione del sapere in modalità differenti da quelle classiche. L’evoluzione tecnologica ha poi favorito la nascita di nuovi strumenti che, sfruttando il computer e il Web, hanno iniziato a formare il social learning, sulla base delle teorie di costruttivismo sociale. Moodle (il software di e-learning open source più diffuso attualmente) subisce continue evoluzioni nella forma e nei contenuti. L’ultima trovata è il progetto open source Sloodle, che nasce dall’unione dell’ambiente virtuale di Second Life con la piattaforma Moodle.




